Decine di migliaia erano gli spettatori ad aspettare il Tour, il giorno dopo la bufera Vinokourov: le tv oscurano, qualche giornale toglie lo spazio alla corsa eppure la gente è lì, a mucchi, centinaia di camper, bandiere di tutta l'Europa, ore e giorni ad aspettare che passino i corridori. Ad acclamarli. È un pubblico che evidentemente ha "valori morali" fuori norma, se è così indifferente ai guai del doping. Quindi quando ha visto tutta questa folla, Rasmussen ha deciso di infischiarsene dei nemici: sull'Aubisque il "pollo" danese ha deciso che i nemici non erano sui lati della strada pirenaica. Rasmussen ha dominato la 16^ tappa, dando la randellata al promettente ragazzo spagnolo Contador, che probabilmente non si sarebbe mai aspettato di finire la serata con la maglia gialla addosso.Questo pezzo dell'articolo sulla tappa di ieri credo riassuma l'atteggiamento di chiusura che il ciclismo sta frapponendo al resto del mondo da parecchi anni a questa parte. Tutto un gridare di complotti e di protagonismo della magistratura, senza mai avere il coraggio di ammettere che se qualcosa è stato trovato non è per colpa di qualche mela marcia. Quello che però mi addolora del pezzo che ho citato qui sopra è la tendenza a voler appellarsi all'opinione pubblica per far passare l'idea che ai tifosi non importi nulla del doping. Peccato che, a mio avviso, quella gente fosse là per vedere uno spettacolo nella speranza che sia pulito, non per difendere una categoria che da dodici anni si rifiuta di farsi un'esame di coscienza.Giornale di Brescia, 26 luglio 2007, redazionale
Tag: Tour 2007





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